Dal tumore alla prostata si può guarire, con una diagnosi precoce e una cura personalizzata

Quasi un centinaio di persone, soprattutto pazienti e famigliari, ha partecipato all’«Evento pazienti» organizzato da PROCASI nell’ambito dell’APCCC 2026 la Conferenza sul cancro alla prostata in uno stadio avanzato che si è tenuta a Lugano dal 30 aprile al 2 maggio.

I presenti sono tornati a casa con

Due messaggi di speranza

  1. Dal tumore alla prostata si può guarire a condizione di scoprirlo nel suo stadio iniziale e di ricevere una terapia che tenga conto della situazione clinica e personale del paziente individuata da un gruppo multidisciplinare di specialisti (o «Tumor board multidisciplinare»).
  2. Tutti i medici specialisti del territorio possono chiedere un parere al «Tumor board» del Centro Prostata della Svizzera Italiana (CPSI) per confrontarsi nella scelta della migliore terapia «su misura» dei loro pazienti o per avere un “secondo parere”.

La diagnosi «lei ha un tumore alla prostata» proietta l’uomo e i suoi famigliari in un mondo nuovo, non scelto e per il quale non sono preparati. Come ha ricordato Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo Italia, «è l’inizio di un percorso da attraversare, che impone decisioni e che conduce ad un “dopo” ancora poco raccontato».

APCCC (Advanced Prostate Cancer Consensus Conference o Conferenza sul cancro alla prostata in uno stadio avanzato) è un congresso di specialisti che, ogni due anni, si riuniscono da tutto il mondo per discutere e cercare un consenso su diversi aspetti del tumore alla prostata.
La prima edizione si è tenuta a San Gallo nel 2015.
Dal 2024 APCCC si svolge a Lugano grazie all’iniziativa della sua presidente Prof.ssa Dr.med. Silke Gillesen, direttrice medica dello IOSI – Istituto Oncologico della Svizzera italiana.
Al Congresso di quest’anno più di 100 specialisti mondiali (“panellists”) hanno presentato il loro punto di vista per discuterne con oltre 1’000 partecipanti ai quali se ne sono aggiunti più di 250 che hanno seguito i lavori in videoconferenza.

Se nell’incontro dello scorso anno i relatori avevano presentato le novità nelle tecniche per la diagnosi, l’«Evento pazienti» di quest’anno ha messo in luce le opportunità di una terapia «su misura» del paziente.

Terapie proporzionate al rischio e alla persona

Il Prof. Dr. med. Nicola Fossati ha ricordato che ogni terapia deve essere proporzionata al grado di rischio del cancro localizzato – in termini di sopravvivenza e di possibili effetti sulla qualità di vita – e deve tenere conto della storia personale, delle attese e delle speranze del paziente. In questo percorso è importante la figura dell’infermiere specialista che mette a disposizione un accompagnamento specifico anche per gli aspetti emotivi e psicologici della malattia.

La Dr.ssa med. Rossella Graffeo ha spiegato che la presenza di casi di tumore alla prostata tra i familiari diretti, così come altri tumori in particolare al pancreas oppure seno o alle ovaie nelle parenti di primo grado o, ancora, di mutazioni genetiche, ha come conseguenza un aumento del rischio (non la certezza) di ammalarsi. In queste situazioni, sono raccomandati esami preventivi più frequenti che permettano una diagnosi precoce.

Come ha illustrato il Dr. med. Gianmarco Leone, ogni tumore presenta caratteristiche uniche e può reagire in modo diverso alle terapie.

Il Tumor board multidisciplinare del CPSI

Il Dr. med. Fabio Turco ha presentato l’importanza del contributo diversi specialisti nella scelta di una cura «su misura» del paziente. All’interno dell’EOC, tutti i casi di tumore alla prostata sono discussi da un gruppo interdisciplinare – il «Tumor board multidisciplinare – MDM – che si riunisce ogni settimana e nel quale sono presenti: l’oncologo, l’urologo, il radioterapista, il radiologo, il medico nucleare, la patologa, la genetista e l’infermiere specialista.
I medici hanno poi simulato la valutazione e la discussione di un caso clinico.

Ogni caso è discusso almeno una volta ma il gruppo può rivalutare la situazione dopo che l’urologo, il radioterapista e se necessario anche l’oncologo hanno comunicato e discusso, preferibilmente insieme, con il paziente la proposta di terapia.
All’interessato viene concesso un adeguato tempo per la riflessione e la possibilità di chiedere un secondo parere o un riesame.

PROCASI è l’associazione di informazione sul cancro alla prostata e di sostegno ai pazienti e ai loro familiari nella Svizzera italiana.
Riunisce gli uomini che hanno vissuto o stanno vivendo l’esperienza del tumore alla prostata e offre spazi di ascolto e scambi di esperienze lungo il percorso dalla diagnosi, alla terapia fino al ritorno a una rinnovato normalità.
Grazie all’intuizione e all’impegno del Dr.psic. René Rosenfeld e di un gruppo di pionieri, da oltre 10 anni è diventata un punto di riferimento per la prevenzione, l’informazione e il sostegno nelle patologie dell’apparato uro-genitale maschile.

La serata si è conclusa con un momento conviviale che ha permesso di continuare gli scambi di impressioni. Molti presenti hanno espresso apprezzamento per i relatori e la loro capacità di spiegare temi complessi con un linguaggio chiaro, svolgendo un prezioso ruolo di divulgazione scientifica. Come osservato da uno dei presenti, «divulgazione non fa rima con banalizzazione». Informare in modo rigoroso e comprensibile è il primo passo nella cura.

Ringraziamenti

L’organizzazione e il successo dell’«Evento pazienti» nel contesto di APCCC sono possibili soltanto grazie al sostegno e al contributo di diverse persone e aziende.
PROCASI ringrazia in particolare:

  • la PD (AUT) Dr.ssa med. Ursula Vogl, responsabile medico del CPSI e membro del Comitato PROCASI
  • I relatori: Prof. Dr. med. Nicola Fossati; Dr.ssa med. Rossella Graffeo, il Dr. med. Gianmarco Leone,il Dr.med. Fabio Turco e gli specialisti che hanno dimostrato come si svolge l’esame di un caso nel «Tumor board multidisciplinare» (MDM).
  • Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo Italia per la presenza e il saluto iniziale
  • l’APC Society, la presidente Dr.ssa med. Silke Gillesen e la squadra organizzativa condotta da Laura Di Petto
  • il Dr.med. Davide Bosetti e Mirko Bordoli per la moderazione / animazione dell’incontro
  • L’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC)
  • Gli sponsor Accord HealthcareAstellas; Bayer (Schweiz); e Novartis che hanno sostenuto l’evento senza influenzare l’organizzazione e i contenuti.