Tumore alla prostata: l’importanza di una diagnosi precoce e di un metodo multidisciplinare

Tra il 2020 e il 2024 ogni anno, in Ticino, si sono registrate 400 nuove diagnosi.
Nella maggior parte dei casi, il tumore è stato individuato grazie a controlli di prevenzione.
Una diagnosi precoce facilita la scelta di terapie «personalizzate» e più efficaci.

https://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/DSP/RCT/pdf/Newsletter/Newsletter_prostata_Novembre_2025.pdf

Sul sito del Registro cantonale dei tumori si possono consultare i dati delle diagnosi di tumore alla prostata, che, anche in Ticino, si conferma (di gran lunga) il tumore più frequente tra gli uomini con numeri più che doppi rispetto a quelli che colpiscono l’apparato respiratorio.

Tra gli uomini ai quali è stato diagnosticato il tumore, 6 su 10 avevano un’età tra i 55 e i 74 anni.

Ci sono però anche due buone notizie: in più di 7 casi su 10 la diagnosi è stata possibile grazie ai controlli di prevenzione proposti dal medico curante e/o dall’urologo.
Una diagnosi precoce ha permesso di individuare il 37% dei tumori nel primo stadio del suo sviluppo. In questo modo, grazie anche ad un approccio multidisciplinare, è possibile aumentare l’efficacia della terapia, contenere gli effetti collaterali e migliorare le possibilità di un ritorno ad una vita «normale».

I medici del Centro Prostata della Svizzera italiana (CPSI) esaminano le nuove diagnosi con un punto di vista multidisciplinare e confrontando le rispettive competenze con la situazione personale e familiare del paziente.
La discussione di un caso nel «Tumor board multidisciplinare» (MDM) sarà simulata nel corso dell’«Evento pazienti» organizzato da PROCASI nel corso della prossima Conferenza internazionale sul cancro alla prostata in uno stadio avanzato (APCCC) che si tiene a Lugano dal 30 aprile al 2 maggio.